Non faccio review dettagliate. Ecco i tool che uso tutti i giorni, senza i quali lavorerei peggio.
Per il terminale
tmux: Terminal multiplexer. Ho sempre diverse sessioni aperte, anche quando chiudo il terminale. Indispensabile per lavorare su server remoti.
htop: Per vedere cosa sta consumando risorse in tempo reale. Più chiaro di top.
ncdu: Per vedere cosa occupa spazio su disco. Più veloce di du -h.
Per l’editing
neovim: Il mio editor. Ci scrivo codice, config, note, tutto. Curva di learning ripida, ma poi voli.
VS Code: Per quando serve un IDE vero, debugging, o lavorare su progetti complessi.
Per il server
Docker: Tutto gira in container. Pulito, isolato, facile da spostare.
Nginx: Web server. Leggero, veloce, configurabile.
Let’s Encrypt: Certificati SSL gratuiti. Automatici. Obbligatori.
Per la sicurezza
Fail2ban: Blocca automaticamente chi prova troppe password sbagliate.
UFW: Firewall semplice. Quattro comandi e hai le porte chiuse come servono.
Per la produttività
Bitwarden: Password manager. Open source, self-hostabile.
Syncthing: Sync file tra dispositivi. Senza cloud di mezzo.
Obsidian: Note, appunti, knowledge base. Tutto in Markdown locale.
Per il development
git: Controllo versione. Non si discute.
gh: GitHub CLI. Gestisco repo, PR, issue da terminale.
direnv: Variabili d’ambiente diverse per ogni progetto. Non inquinano il sistema.
Il principio
Questi tool hanno una cosa in comune: mi tolgono attrito. Non sono i più popolari, non sono i più belli. Sono quelli che funzionano, che non rompono, che fanno quello che dicono.
Trova i tuoi. Poi impara a usarli bene.